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vi armata italiana

  • Diciembre 29, 2020

Il VI Corpo d'armata trae origine dal 6º Comando Generale di Napoli e venne istituito nel 1877, con quartier generale a Firenze, quando con decreto 22 marzo 1877 vennero istituiti i comandi di corpo d'armata, subentrando al 6º Comando Generale. VLEX-374164350 A Podgornoje, venti chilometri a nord di Rossoš, dove il 18 gennaio confluirono sbandati italiani, ungheresi e tedeschi, il caos divenne indescrivibile[N 4]. T'ho già detto: io non sostengo affatto che i prigionieri si debbano sopprimere, tanto più che possiamo servircene per ottenere certi risultati in un altro modo; ma nelle durezze oggettive che possono provocare la fine di molti di loro, non riesco a vedere altro che la concreta espressione di quella giustizia che il vecchio Hegel diceva essere immanente in tutta la storia.». Il 19 dicembre le avanguardie corazzate sovietiche avevano già raggiunto Kantemirovka, a 40 chilometri all'interno della linea italiana del Don, trenta chilometri più a sud raggiunsero Čertkovo, e il 21 dicembre le due colonne russe provenienti da nord e da est si incontrarono a Dëgtevo, a circa settanta chilometri a sud di Sukhoy Donetz, chiudendo di fatto il XXXV Corpo d'armata italiano e il XXIX Corpo d'armata tedesco in un'immensa sacca. 1940 - Il 10 giugno 1940 il Comando dell'Armata del Po (poi 6 a Armata) è dislocato nella pianura padana con i tre Corpi d'Armata dislocati fra Mantova, Udine e Vicenza. Alle estremità dello schieramento italiano si trovavano, invece, altre due deboli armate alleate: a nord la 2ª Armata ungherese, sul fianco destro la 3ª Armata rumena che, entrata in linea solo nei primi giorni di ottobre, prese le difese del pericoloso settore di Serafimovič sostituendo i reparti italiani. Rimane a me più vicina e più salda la divisione "Tridentina", rinforzata da pochi ma preziosi carri armati e semoventi tedeschi». ... Il 1° luglio il corpo d’armata con le divisioni Tridentina, Julia e Cuneense è pronto ad operare in zona montagnosa. Le riserve dell'armata erano costituite dalla 294ª Divisione di fanteria e dalla 22ª Divisione corazzata tedesca, a cui si aggiungeva la 3ª "Celere", che però era ancora molto provata dai combattimenti estivi. I sommergibili continuarono ad operare con equipaggi italiani fino all'agosto del 1943 dalla base di Sebastopoli. Proprio da questa testa di ponte avrebbe preso il via il 19 novembre 1942 la grande operazione Urano dell'Armata Rossa che in pochi giorni avrebbe sbaragliato le pur combattive divisioni rumene, male equipaggiate e scarsamente dotate di armi anticarro, dando inizio all'interminabile reazione a catena che avrebbe rovinosamente coinvolto in dicembre anche l'armata italiana[18]. L'Armata italiana in Russia. Il 12 gennaio 1943 i sovietici diedero il via all'offensiva Ostrogorzk-Rossoš (seconda fase della Seconda battaglia difensiva del Don), travolgendo il 16 gennaio la 2ª Armata ungherese, schierata a nord del Corpo d'armata alpino. Parlano i reduci. Dopo un lunghissimo viaggio su convogli di carri merce attraverso Monaco, Lipsia, Varsavia, Minsk, Gomel, Char'kov e Izjum, gli uomini dovettero affrontare cinquecento chilometri di marcia a piedi per raggiungere la linea del fronte, con tappe giornaliere dai 32 ai 40 km[12]. For further details see : (Enzo Biagi. La prima avvisaglia che quello degli italiani non sarebbe stato un settore facile avvenne tra il 30 luglio e il 13 agosto a Serafimovic (a circa 150 chilometri a nord-ovest di Stalingrado): qui, a un primo tentativo dei sovietici di oltrepassare il Don, si opposero tenacemente i bersaglieri della Celere (i sovietici persero la testa di ponte, ma il prezzo in vite umane per gli italiani fu alto). Il comando dell'8ª Armata fu ricollocalto a Char'kov e, a partire dal 30 marzo, i sopravvissuti delle divisioni italiane furono progressivamente rimpatriati. [3], Nel 1926 il quartier generale venne spostato da Firenze a Bologna con la nuova denominazione di VI Corpo d’armata di Bologna con la seguente fisionomia organica:[1], Nell corso del secondo conflitto mondiale, nel 1941 prese parte all'occupazione della Jugoslavia e dopo la capitolazione della Jugoslavia le unità che costituivano il Corpo d'armata vengono dislocate in Dalmazia e Croazia, prendendo parte dal 9 ottobre al 9 novembre a una vasta azione antipartigiana al confine serbo-croato assieme alle divisioni dipendenti. Gli altri reparti tedeschi in origine schierati con gli italiani erano ormai impegnati in altri settori pure sottoposti alla grande pressione dei sovietici[10]. Disposición publicada en Gazzetta Ufficiale , 25 Maggio 2012. Il generale Nasci annotò il 20 gennaio nel suo diario. Scoppiano violente liti tra italiani e tedeschi; questi ultimi non nascondono il loro disprezzo per un alleato impotente, ridotto allo stremo, gli italiani non possono ignorare che, a loro volta, i tedeschi hanno abbandonato a morte certa o alla prigionia migliaia di connazionali nella steppa gelata [...] In tanto sfacelo, con la marcia gravemente ostacolata dal gelo e dall'equipaggiamento, soprattutto le scarpe, che a oltre 30 gradi sotto lo zero non regge (si avvolgono i piedi in paglia e stracci per evitare il congelamento), il generale Nasci ebbe una piccola notizia positiva: i resti del XXIV Corpo d'Armata tedesco passano alle sue dipendenze con quanto si è salvato: quattro carri armati, due semoventi e alcuni cannoni. Il II Corpo con le divisioni "Cosseria" e "Ravenna", che occupò il settore tra Novaja Kalitva e Kuselkin, particolarmente a rischio perché esposto verso l'ansa del fiume presso Verchnij Mamon che rappresentava un'ottima testa di ponte per i sovietici. * Si elencano di seguito alcuni lineamenti storici sulle armate della Prima guerra mondiale che costituiscono le partizioni del presente fondo. Panzerarmee tedesca. È penetrato nel popolo, insomma. I mesi di settembre e ottobre trascorsero tranquillamente, con le truppe italiane disposte a difesa di un tratto di fronte lungo circa 270 km: l'ampiezza era tale che tutte le divisioni erano schierate in prima linea, con l'eccezione della "Vicenza" impegnata nelle retrovie e del Raggruppamento Barbò, inadatto al ruolo di difesa statica. è in corso di formazione nel bolognese. 23 likes. L'8ª Armata tra luglio 1942 e marzo 1943 operò sul fronte orientale, in appoggio alle forze tedesche della Wehrmacht impegnate sul fronte di Stalingrado. siamo un creato il 27 agosto 2012 dobbiamo ancora diventare esperti Con la sostanziale distruzione dell'8ª Armata ebbe di fatto termine la partecipazione italiana alla campagna sul fronte orientale. Dopo l'iniziale indifferenza, il 29 dicembre 1941 Hitler comunicò a Mussolini di aver accettato le sue richieste di invio di ulteriori forze in Unione Sovietica. La "Tridentina", invece, dovette affrontare gli ultimi due ostacoli per uscire dalla sacca: i villaggi di Arnautovo e Nikolajevka. Anche i resti della "Vicenza" riuscirono in qualche modo ad aprirsi la strada verso ovest. – 1. a. Forza navale cospicua (detta anche armata navale), di unità di ogni tipo, ordinate in più squadre, sotto un unico comando. Costituzione dell'8ª Armata . Nel settore dell'ARMIR, i russi erano riusciti a stabilire due teste di ponte nei villaggi di Bobrovskij (presso Serafimovič) e Kremenskaya (a circa 40 chilometri a est di Serafimovič) e da qui colpirono con tre divisioni (97ª, 203ª e 14ª della Guardia) la "Sforzesca", composta da elementi al battesimo del fuoco e sfiancati dalle estenuanti marce per raggiungere il fronte. Il 1° agosto il comando dell'armata venne trasformato in Comando Regie truppe Venezia Giulia, che venne sciolto il 31 dicembre del 1919.[1]. Gruppo d'armate B: Generaloberst Maximilian von Weichs, Corpo d'armata alpino: generale di corpo d'armata Gabriele Nasci, II Corpo d'Armata: generale di corpo d'armata Giovanni Zanghieri, XXXV Corpo d'Armata (l'ex CSIR): generale di corpo d'armata Giovanni Messe, poi Francesco Zingales, XXIX Corpo d'Armata tedesco: General der Infanterie Hans von Obstfelder, 71º Gruppo Autonomo Osservazione Aerea (71º Gruppo Volo), All'autunno del 1942 l'8ª Armata guidata dal generale Italo Gariboldi metteva quindi in campo circa 230.000 uomini (di cui circa 150.000 schierati in prima linea), 16.700 automezzi, 1.150 trattori d'artiglieria, 4.500 motomezzi, 25.000 quadrupedi e circa 940 cannoni di cui[N 2]. Fu la sigla dell'Armata Italiana in Russia. The Italian Royal Army was reformed in 1861 and lasted until 1946. [30], In un passo della lettera, che constava di numerose altre pagine[31] (dove tra le altre cose si parlava anche della questione triestina), Togliatti aveva scritto: .mw-parser-output .citazione-table{margin-bottom:.5em;font-size:95%}.mw-parser-output .citazione-table td{padding:0 1.2em 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang{vertical-align:top}.mw-parser-output .citazione-lang td{width:50%}.mw-parser-output .citazione-lang td:first-child{padding:0 0 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang td:nth-child(2){padding:0 1.2em}, «[...] 3. Nel 1963 nel VI Corpo d'armata venne incorporata anche la I Brigata paracadutisti che nel 1967 sarebbe diventata la Brigata paracadutisti "Folgore". Al comando del generale Italo Gariboldi l'8ª Armata venne inquadrata nell'Heeresgruppe B di Maximilian von Weichs, e schierata sul medio Don a protezione dell'ala sinistra delle forze tedesche che in estate avevano dato il via all'assalto della città di Stalingrado. Si può dunque affermare che la costituzione di questa nuova armata pesò notevolmente sull'Italia, considerando che l'industria bellica avrebbe potuto mantenere in efficienza solo venti divisioni combattenti, e la metà di queste erano già dislocate in Nordafrica. I massacri di Dogali e Adua furono uno dei freni più potenti allo sviluppo dell'imperialismo italiano e uno dei più potenti stimoli allo sviluppo del movimento socialista. Il 31 gennaio 1919 il Comando venne provvisoriamente sciolto, per poi essere ricostituito il 15 febbraio, quando il Comando della 9ª Armata venne trasformato in Comando dell'8ª Armata. La trascrisse, dunque, e la trasmise a Giulietto Chiesa, allora corrispondente da Mosca per La Stampa. Ma importanti teste di ponte erano state consolidate e a Verchnij Mamon, circa 200 chilometri a ovest del settore della "Sforzesca", i sovietici erano riusciti a stabilire una robusta testa di ponte sulla riva destra del Don, utile per le future offensive, strappando il terreno alle divisioni "Ravenna" e "Cosseria" e al 318º Reggimento tedesco[15][16]. Tennis "Vi racconto il nuovo rinascimento del tennis italiano". corpo d'armata: army corps : lotta armata Il primo attacco russo, proveniente dal saliente di Verchnij Mamon, fu respinto, ma il 17 dicembre i sovietici impiegarono le loro truppe corazzate e l'aviazione, travolgendo le linee della Ravenna e obbligandola alla ritirata. Le battaglie, la vita al fronte, la ritirata, nel racconto di chi vi partecipò. All'alba del 16 dicembre l'offensiva sovietica (operazione Piccolo Saturno, prima fase della seconda battaglia difensiva del Don) si scatenava anche contro le linee tenute dal II Corpo, che custodiva il settore centrale del fronte italiano; l'attacco sovietico non colse di sorpresa i reparti italiani, visto che già dall'11 dicembre erano in corso scaramucce e piccoli scontri lungo il fronte. Le origini della grande unità risalgono al Comando Designato 3ª Armata costituito a Firenze nell'agosto 1914.. Prima guerra mondiale [modifica | modifica wikitesto]. L'obiettivo della grande manovra era congiungere le due braccia della tenaglia, costituite da gruppi corazzati, alle spalle dello schieramento italo-tedesco-rumeno tra Novo Kalitva e Veshenskaya. Duramente provati tre dei cinque battaglioni della "Cuneense", privi ormai di artiglierie. I validi proseguono, con disperazione, sono ormai senza viveri, ne fanno le spese i muli che uno dopo l'altro vengono abbattuti, rapidamente fatti a pezzi e mangiati. La "Julia" invece partirà solo verso metà agosto a causa della necessità di ristabilire gli effettivi dopo le perdite subite in Grecia. Le origini dell'8ª Armata risalgono alla prima guerra mondiale, quando il 1° giugno 1918 il Comando della 2ª Armata fu trasformato in Comando dell'8ª Armata, conosciuta colloquialmente anche come Armata del Montello, e schierata lungo il Piave nel tratto fra Pederobba e Palazzon. Il 22 gennaio vennero annientati gli ultimi superstiti della "Julia", tra il 25 e il 26 fu la volta dei resti della "Cuneense" e della "Vicenza", catturati dai russi presso Valujki. Agli inizi di novembre la dislocazione dell'ARMIR era dunque conclusa e le divisioni avevano occupato le loro posizioni invernali: sull'ala sinistra dell'armata italiana era schierato il Corpo d'armata alpino con in ordine, la "Tridentina", la "Julia" e la "Cuneense", che manteneva il contatto con la 2ª Armata ungherese a nord di Pavlovsk. Quasi prive di mezzi di trasporto e di carburante (anche i carri leggeri L6/40 andarono quasi tutti persi sotto la forza dell'attacco sovietico), costrette a vagare a piedi in cerca di una via di scampo dall'accerchiamento, le divisioni di fanteria, composte da decine di migliaia di uomini ormai difficilmente controllabili, finirono in gran parte annientate, falcidiate dalla fame e dal freddo micidiale e sottoposte non solo agli attacchi delle colonne corazzate nemiche, ma anche dei reparti partigiani che agivano alle loro spalle. Ciò era ovviamente legato al fatto che l'operazione Barbarossa, nonostante le grandi vittorie, non si era risolta in modo decisivo, e il dittatore tedesco prospettò per il 1942 nuove offensive per le quali avrebbe avuto bisogno delle truppe dei Paesi alleati[4]. È difficile, anzi impossibile, distinguere in un popolo chi è responsabile di una politica, da chi non lo è, soprattutto quando non si vede nel popolo una lotta aperta contro la politica delle classi dirigenti. In dieci giorni, le tre divisioni alpine, la Divisione "Vicenza", alcune unità tedesche del XXIV Corpo e una gran massa di sbandati italiani, rumeni ed ungheresi, avevano coperto più di 120 km in condizioni climatiche proibitive (neve alta e temperature tra i −35° e i −42°), con pochi mezzi di trasporto e vestiario insufficiente, sottoposte ad incessanti attacchi di truppe regolari e di partigiani sovietici. La controffensiva sovietica d’inverno, sviluppatasi dal 10 gennaio 1943, ricacciò i Tedeschi (marzo 1943), sul medio Donez. Sono umanitario quanto te, o quanto può esserlo una dama della Croce Rossa. Gravissime in particolare le perdite delle divisioni italiane durante le offensive sovietiche di dicembre e gennaio: circa 84.930 perdite totali con enormi perdite di materiali e mezzi[21][22]. Da parte tedesca non si aveva una grande opinione delle capacità dei reparti alleati di resistere in modo autonomo, per questo solitamente venivano schierate in appoggio divisioni della Wehrmacht. Quanto più largamente penetrerà nel popolo la convinzione che aggressione contro altri Paesi significa rovina e morte per il proprio, significa rovina e morte per ogni cittadino individualmente preso, tanto meglio sarà per l'avvenire d'Italia. L'ordine di ripiegare dal Don venne dato solo il 17 gennaio. Prima di partire ad alcuni ufficiali viene offerta la possibilità di acquistare dall'esercito il fucile mitragliatore Beretta nonché le relative munizioni. Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, è il più efficace degli antidoti. Giorgio Scotoni in L'Armata Rossa e la disfatta italiana (1942-43) parla di circa 85mila morti e dispersi e poco meno di 30mila feriti e congelati. La 6ª Armata italiana fu una grande unit ... Tra le file della 6ª Armata vi è stato, presso l'Ufficio informazioni, dal dicembre 1916 al luglio 1917, il Capitano pilota (ex del 6º Reggimento alpini e decorato anche nella Guerra italo-turca) Armando Armani futuro Capo di stato maggiore della Regia Aeronautica. L'8ª Armata fu successivamente dislocata in Veneto, con quartier generale a Padova, per avviare la ricostruzione delle divisioni distrutte in Russia; l'opera di riorganizzazione delle formazioni era appena agli inizi quando, a seguito dell'armistizio dell'Italia con gli Alleati e della conseguente invasione tedesca, l'armata e le unità aggregate furono sciolte il 10 settembre 1943[23]. Ormai il Corpo d'Armata alpino era chiuso in una sacca che includeva le divisioni "Julia", "Cuneense", "Tridentina" e "Vicenza". Il 24 maggio 1915, all'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale, la 3ª Armata venne destinata nelle zone di operazioni del Carso e di Trieste. La disperata Agonia della VI armata Metal Mike Free Man. L'unità, designata come 4ª Flottiglia MAS e posta al comando del capitano di fregata Francesco Mimbelli, era inizialmente composta da quattro MAS (aumentati poi di sette), sei sommergibili tascabili classe CB, cinque motoscafi siluranti e cinque barchini esplosivi[25]. La mancanza di combustibile e il cattivo andamento del conflitto influirono pesantemente sulle attività dei mezzi italiani. Nel 1960 le due Divisioni vennero configurate in brigate. L'8ª Armata Italiana in Russia. La prima delle divisioni alpine a lasciare l'Italia è la "Tridentina" il 14 luglio 1942, seguita dalla "Cuneense" il 27 luglio. Il 20 maggio 1943 i MAS superstiti vennero ceduti alla Kriegsmarine, e gli equipaggi rimpatriati. ... Vi fu mandata Maria Antonietta nel 1793. Sotto questa ottica la decisione di rafforzare in maniera significativa la presenza italiana sul fronte russo aveva un chiaro significato strategico. tedesco e venne destinata alla protezione del fianco sinistro delle truppe impegnate nella battaglia di Stalingrado. Autori: Biagini e Frattolillo, dal 1.1.1942 al 30.4.1942 -DIARIO- Edizione Ufficio Storico, 1996 All'atto dell'istituzione dei comandi di corpo d'armata (decreto 22 marzo 1877) il VI Corpo d'Armata subentra al 6° Comando Generale e trova sede stabile a Firenze. Dopo l'inquadramento della Brigata paracadutisti la configurazione della grande unità era la seguente:[5]. Gariboldi tentò di tappare le varie falle come meglio poté, spostando reparti da una posizione all'altra, ma il ripiegamento senza preavviso della 298ª divisione germanica, schierata tra la "Ravenna" a sinistra e la "Pasubio" a destra, finì per mettere ancora più in crisi il già traballante fronte. Teorici dello spontaneismo armato nazional-rivoluzionario, i NAR segnarono un punto di svolta nellambito delleversione nera e di rottura nei confronti dei loro padri politici. L'offensiva sovietica non coinvolse il Corpo d'armata alpino, che continuò a tenere le sue posizioni sul Don. I tedeschi erano generalmente indifferenti alle proposte italiane, e rimandarono per parecchio tempo la decisione. Il Comando Armata del Po si costituisce il 3 ottobre 1938 con il Corpo d'Armata Corazzato, quello Autotrasportabile e quello Celere. WikiZero Özgür Ansiklopedi - Wikipedia Okumanın En Kolay Yolu . Il capo di stato maggiore dell'esercito, generale Cavallero, già in fase di costituzione dell'ARMIR aveva insistito molto perché le carenze negli automezzi e nell'armamento controcarro necessario per difendersi dai carri armati sovietici fossero colmate da parte tedesca. Tuttavia lo schieramento venne completato solo a ottobre con l'arrivo della "Vicenza"[9]. [...]», «Quanto più largamente penetrerà nel popolo la convinzione che aggressione e il destino individualmente preso di tante famiglie è tragico, tanto meglio sarà per l'avvenire d'Italia», «il destino individualmente preso di tante famiglie è tragico». Ricostituito a Milano il 25 gennaio 1940 come Comando 8ª Armata ebbe inizialmente alle dipendenze il VI e il XIV Corpo d'armata. La dislocazione definitiva delle unità italiane, rinforzate anche da alcune divisioni tedesche, terminò solo agli inizi di novembre, appena pochi giorni prima l'inizio dell'offensiva sovietica contro le armate rumene a nord e a sud di Stalingrado. armata | armare | armato: Italiano: Inglese: a mano armata: armed adj adjective: Describes a noun or pronoun--for example, "a tall girl," "an interesting book," "a big house." All'inizio del 1942 iniziarono dunque i preparativi per allestire una nuova armata che dopo il suo trasferimento al fronte avrebbe avuto sotto il suo comando anche il CSIR (che avrebbe assunto la denominazione di XXXV Corpo d'armata), e dato che il Comando supremo della Wehrmacht manifestò il desiderio che le nuove divisioni italiane avessero il miglior equipaggiamento possibile, anche a discapito di quelle già dislocate nei Balcani o in Italia, a Ugo Cavallero non rimase altra scelta di attingere direttamente alle scorte e convogliare le risorse verso la nuova 8ª Armata piuttosto che in Nordafrica[5]. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 dic 2020 alle 19:52. Il Comando dell'8ª Armata entrò in funzione il 1º maggio 1942, e aveva sotto le sue dipendenze il II Corpo d'armata con le divisioni di fanteria "Cosseria", "Ravenna" e "Sforzesca", e il Comando del Corpo d'armata Alpino con le divisioni alpine "Cuneense", "Julia" e "Tridentina". I comandi riuscirono a chiudere la pericolosa falla facendo intervenire reparti della "Celere", tra cui il "Savoia Cavalleria" e un battaglione di camicie nere, il Battaglione alpini sciatori "Monte Cervino" e in seguito anche la "Tridentina"[14]. Gen. Stefano Lombardi) 22^ Divisione di Linea (Mag. In primo luogo, dato che il rafforzamento seguiva una precisa richiesta di Hitler, l'Italia poteva presentarsi come alleata "alla pari" della Germania; in secondo luogo, tale potenziamento avrebbe permesso all'Italia di prendere parte alle operazioni nel Medio Oriente anche dalla regione del Caucaso». Il 16 dicembre l'armata italiana venne investita dalle forze sovietiche impegnate nell'operazione Piccolo Saturno, che travolsero il II e il XXXV Corpo d'armata italiano, e causarono lo sfaldamento totale dello schieramento italiano e del distaccamento tedesco-rumeno "Hollidt". CORPO D'ARMATA. Le motivazioni che spinsero capo del fascismo italiano alla decisione di rinforzare la presenza italiana a fianco dell'alleato tedesco erano fondamentalmente le stesse che lo spinsero ad inviare nell'estate del 1941 il CSIR: acquistare "peso" nei confronti degli altri due alleati dell'Asse, Romania e Ungheria, che parteciparono con cospicue forze all'invasione dell'Unione Sovietica; riequilibrare i rapporti con la Germania dopo la disastrosa esperienza della "guerra parallela" in Grecia e le sconfitte nel Mediterraneo e Nordafrica, e infine partecipare alla spartizione delle zone conquistate e alla successiva avanzata in Medio oriente che il leader prospettava dopo la vittoria in Unione Sovietica[3][N 1].

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